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Chi ha dipendenti: dal 23 ottobre l’AI non decide da sola su assunzioni e sanzioni

Con il decreto 179/2026 l’ultima parola sulle decisioni che riguardano i dipendenti resta a una persona. E l’AI entra nella valutazione dei rischi e nella formazione.

Redazione SpaccioAI15 ottobre 20263 min di letturaLivello base

Se nella tua azienda usi l’AI, da venerdì 23 ottobre 2026 l’ultima parola su assunzioni, licenziamenti, sanzioni disciplinari e valutazioni spetta sempre a una persona. Lo stabilisce il decreto legislativo 179/2026, che chiede anche di inserire l’AI nella valutazione dei rischi e di formare i dipendenti sui rischi che comporta.

Il decreto è uscito in Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre. Adegua le regole italiane all’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Per chi dà lavoro e per chi lavora contano soprattutto due articoli, il 41 e il 42.

Cosa cambia in pratica

Le decisioni sulle persone restano a una persona. Lo dice l’articolo 41. Se usi un sistema di AI, la decisione finale su assunzione, modifica o fine del rapporto di lavoro non può basarsi solo su un trattamento automatico. La regola vale anche per i provvedimenti disciplinari e per le valutazioni delle prestazioni. Deve decidere una persona con un potere di decisione effettivo e autonomo.

Ci sono alcuni dettagli da conoscere.

  • La ricerca e la selezione dei candidati, come lo smistamento dei curriculum, non contano come decisione finale, anche quando escludono qualcuno.
  • Il consenso del lavoratore non rende valida una decisione presa solo dal sistema.
  • Prima di usare il sistema devi dare ai dipendenti l’informativa prevista dalla legge.
  • Il lavoratore può chiedere una spiegazione comprensibile della decisione. La spiegazione la dà una persona e indica quanto ha pesato l’AI e quali sono stati i criteri principali.
  • Sono nulli il licenziamento e le altre decisioni prese senza che a decidere sia davvero una persona.

L’AI entra nella sicurezza sul lavoro. Lo dice l’articolo 42. Gli strumenti di AI che incidono sull’organizzazione, sui ritmi, sul modo di lavorare o su decisioni che contano per la sicurezza vanno considerati nel documento di valutazione dei rischi. È il DVR che ogni datore di lavoro tiene già per il decreto 81 del 2008.

C’è poi un obbligo che riguarda ogni datore di lavoro che usa l’AI. Il datore di lavoro deve informare e formare i dipendenti sui rischi specifici dell’uso dell’AI e sulle misure prese per prevenirli. Il testo parla dell’uso dei sistemi di AI in generale e non fissa ore o contenuti minimi per questa formazione.

Pensa a un programma che assegna turni e carichi, o a uno che dà un punteggio al lavoro di ognuno. Ma pensa anche all’assistente con cui i dipendenti scrivono mail e riassumono documenti. Anche lì i rischi sono concreti. L’AI può dare risposte sbagliate con tono sicuro, e qualcuno può incollare dati di clienti dove non dovrebbero finire.

Cosa fare adesso

  1. Fai l’elenco degli strumenti di AI usati in azienda. Conta anche quelli che i dipendenti usano per lavoro con un account personale.
  2. Segna quali toccano decisioni sulle persone, come selezione, turni, valutazioni e richiami. Per ognuno scrivi chi decide alla fine e come può correggere il risultato proposto dal sistema.
  3. Chiedi al tuo RSPP, il responsabile della sicurezza, di aggiornare il DVR con gli strumenti che incidono su ritmi e organizzazione.
  4. Prepara con il tuo consulente del lavoro l’informativa per i dipendenti, prima di introdurre un sistema nuovo.
  5. Organizza una formazione breve e pratica sui rischi. Spiega dove l’AI sbaglia, quali dati non vanno mai incollati e chi controlla il risultato. Tieni traccia di chi l’ha seguita e quando.
  6. Se invece sei un dipendente, ricorda che hai diritto all’informativa e a una spiegazione delle decisioni prese con l’aiuto dell’AI che ti riguardano.

Per i casi dubbi parla con il tuo consulente del lavoro. Questa pagina spiega le regole e non sostituisce un parere. Le regole sono verificate sul testo della Gazzetta Ufficiale a ottobre 2026.

Fonti

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